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Abruzzo: intervista all’esperta di trekking e turismo lento

Dopo aver visitato Santo Stefano di Sessanio(AQ) e aver provato l’esperienza di trekking someggiato (se vuoi approfondire ti lascio il racconto della nostra giornata QUI) ho conosciuto Chiara, fondatrice di Gira e Rigira ed esperta di turismo rurale.

Ho voluto rivolgerle qualche domanda per approfondire meglio il concetto di turismo lento e conoscere i progetti della sua attività.  

Chiara è stata super disponibile! Ecco l’intervista che ha rilasciato al blog Prontivaligiaevia.

1 Come nasce il progetto Gira e Rigira e in cosa consiste?

Quest’idea nasce nel 2017, durante una vacanza estiva in Trentino. Soggiornavamo a Pergine (Trento) e un giorno, passeggiando per il centro, abbiamo notato un piccolo gruppo di persone fare il giro del paese in compagnia degli asinelli.

Subito, ci è venuta l’idea di trasportare quest’attività anche a Santo Stefano. Ci piaceva molto il giro turistico a passo d’asino, ma volevamo dare al progetto una forma diversa, portando a S. Stefano un’esperienza unica.

Ci siamo messi a tavolino e abbiamo effettuato un vero e proprio lavoro di brainstorming, reinterpretando l’attività e riproponendola in chiave culturale, dunque non in forma ludica.

Nasce così Gira e Rigira, un progetto che abbraccia diverse attività di trekking someggiato volte a promuovere il paese e le zone limitrofe sia dal punto di vista paesaggistico che storico/culturale.

Abbiamo pensato di scegliere Santo Stefano come punto di partenza per diversi motivi. Intanto, perché la località a livello turistico era già rinomata, non a caso il paese rappresenta uno dei membri fondatori del club “i borghi più belli d’Italia“.

Poi perché volevamo promuovere l’intensa ricchezza paesaggistica dei borghi presenti in questa parte d’Abruzzo, immersi nel Parco Nazionale del Gran Sasso, in un contesto naturalistico unico e suggestivo!  

Riepilogando, quindi, l’attività principale di Gira e Rigira consiste nel trekking someggiato. Si passeggia in compagnia di animali da soma (gli asini, appunto) che durante il percorso aiutano a trasportare zainetti e, nel caso delle famiglie, anche i bambini, rendendo più gradevole il percorso.

Spesso queste attività vengono affiancate da esperti del territorio che raccontano aneddoti, curiosità e cenni storici di queste località.

2 Cos’è il turismo lento? E’ cambiato? Come si sta evolvendo dalle vostre parti in post-covid?

“Il turismo lento rientra nelle caratteristiche del turismo sostenibile e permette di apprezzare, attraverso la lentezza, il territorio circostante, sperimentando ritmi meno frenetici, più naturali.

Dal turismo lento quindi ne deriva una vera e propria esperienza di immersione. Si entra a contatto con la natura e ci si allontana dal concetto del mordi e fuggi. In generale mi sento di dire, che sì, il turismo è cambiato. Non ci sono più, almeno per il momento tanti stranieri e si prediligono soggiorni lunghi al posto di quelli brevi (1 o 2 giorni).

Nello specifico, invece, se parliamo di turismo lento, direi che non è cambiato nulla, anzi!! Dopo il covid19, si sta concretizzando sempre di più l’idea della lentezza e del turismo di prossimità. Anche chi non conosce questa nuova forma di viaggio inizia a volerla sperimentare.

Penso che questa crisi abbia portato ad una rivalutazione indiretta e alla riscoperta del viaggio in sé. Sono tanti gli italiani, ma anche gli stessi abruzzesi, che ad oggi riscoprono l’Abruzzo e in generale le località più vicine a casa.

Prendiamo ad esempio le famiglie con bambini. Prima di affrontare un viaggio lungo, cercano di limitarsi alle realtà più vicine, andando ad esplorare posti meno distanti, limitando in un certo senso anche i rischi.

Anche la durata del soggiorno e la modalità di viaggio sono cambiate. Si prediligono vacanze più lunghe affiancate da attività ricreative ed esperienze memorabili. ” 

3 Che carattere hanno gli asinelli e perché si prestano bene a quest’attività?

Tendenzialmente gli asinelli hanno tutti un carattere diverso, proprio come le persone. In generale sono molto collaborativi ed empatici ma detestano gli atteggiamenti coercitivi. In parole diverse, se li costringi a fare qualcosa adottando atteggiamenti di forza, stai certo che vinceranno loro! Se invece riesci a trovare un compromesso, un modo per convincerli con le buone, diventano collaborativi ed ubbidienti. Dei veri alleati di viaggio!

L’asino convive con l’essere umano da 5000 anni e questo è un elemento importantissimo! La sfida del terzo millennio è senza dubbio capirne il comportamento e creare un legame solido, allontanandosi dal concetto di sfruttamento ma provando il più possibile a trarne giovamento diretto.

4 Avete altri progetti per il futuro?

Si, due. Uno a medio l’altro a lungo termine. Il primo è il cammino della Baronia: un’attività, di trekking di più giorni, adatta sia a famiglie che ad escursionisti. Partendo da S. Stefano si vanno ad esplorare alcuni borghi, compresi nel raggio di 50 chilometri. Chiaramente, anche quest’attività vede come principali protagonisti gli asini, che durante il percorso aiutano a trasportare i bagagli.

A breve partiranno i primi giri.

Quello a lungo termine, invece, è un progetto di agricoltura sociale, pensato in collaborazione con un’azienda agricola, con la quale già esistono rapporti lavorativi, per la promozione del turismo rurale attraverso i prodotti della terra, gli animali e le esperienze sul campo.

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